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Situazione plesso Toti per futuro a.s. 2019-20

È noto a tutti i genitori dei bambini che frequentano le scuole statali elementari di Seveso e frazioni il problema del plesso Toti di Baruccana e del suo necessario ampliamento. È parimenti nota la difficoltà di collaborazione tra l’Istituto e il Comune rispetto agli interventi di natura strutturale ed economica. Nel caso di specie si tratta del fatto che… Clicca qui per continuare a leggere… Situazione plesso Toti per futuro a.s. 2019-20

Si pubblica il documento approvato dal Consiglio di Istituto, del 27/06/2019, che esprime la posizione dei genitori e dei docenti rispetto la situazione organizzativa delle aule del plesso Toti e le proposte avanzate dall’Amministrazione comunale:

PROPOSTA PER L’O.D.G. DEL 27/06/2019 DEL CONSIGLIO DI ISTITUTO DI VIA ADUA DI SEVESO

PREMESSA

È noto a tutti i genitori dei bambini che frequentano le scuole statali elementari di Seveso e frazioni il problema del plesso Toti di Baruccana e del suo necessario ampliamento. È parimenti nota la difficoltà di collaborazione tra l’Istituto e il Comune rispetto agli interventi di natura strutturale ed economica. Nel caso di specie si tratta del fatto che, uscendo tre classi quinte dal percorso elementare, si aggiungono quattro prime. Considerando che ogni classe ha in media circa dai venti ai ventiquattro bambini, ad oggi il plesso Toti deve accogliere venti bambini in più a partire dal prossimo anno scolastico.

Per questi bambini non vi è ad oggi un’aula fisicamente disponibile. Il problema viene segnalato al Comune, nella sua specificità, almeno dal mese di febbraio 2019, alla chiusura delle iscrizioni. Non solo, ma quattro anni fa, quando si è aggiunta per la prima volta una quarta sezione, già era evidente l’inadeguatezza degli spazi, cui si è ovviato in via emergenziale, negli anni passati, chiudendo laboratori ed adibendoli ad aule.

Vi è di più. È da almeno sette anni che l’andamento demografico crescente di Baruccana (e di Seveso in generale) avrebbe presentato i problemi di cui oggi si tratta per il collocamento degli alunni. Il fatto è stato tempestivamente segnalato negli anni dall’Istituto al Comune.

È parimenti opportuno premettere che non è interesse di questo consiglio individuare colpe ascrivibili ai diversi schieramenti politici, bensì quello di trovare una soluzione che non penalizzi i bambini. È un fatto che il problema, in ogni caso, è oggi che deve essere risolto.

La vigente normativa nazionale (DM 26 agosto 1992 “Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica”, art. 5) definisce i termini massimi di affollamento ipotizzabile per singola aula (26 persone), precisando tuttavia che, qualora il numero di persone effettivamente presenti sia inferiore, il numero reale è sufficiente che risulti da apposita dichiarazione rilasciata dal dirigente scolastico. Ad oggi il numero degli utenti del plesso Toti, sommato agli iscritti del prossimo anno scolastico, non supera il limite indicato nella appena citata normativa. Si tratta di una evidenza che non ci risulta essere stata approfondita in alcuna sede opportuna da parte del Comune.

Nonostante questo, il Comune, senza interpellare chi rappresenta i genitori dei bambini e senza aver approfondito il punto normativo appena esposto, ha emesso il comunicato stampa n. 7/2019 che comunica la decisione di collocare quattro (!) classi quinte della Toti di Baruccana presso la scuola media di via De Gasperi in Seveso. La soluzione prevede il trasferimento mattutino e pomeridiano di circa 92 bambini su due pullman da Baruccana a Seveso con un servizio pagato dal Comune, per un costo minimo di Euro 171,00 al giorno, personale a bordo escluso.

Non vi è, ad oggi, alcuna delibera formale di alcun organo istituzionale del Comune in tal senso, bensì solo il predetto comunicato stampa.

Una delibera della Giunta Comunale in materia tuttavia vi è ed è la n. 74 del 21 maggio 2019. In questa delibera si propone la soluzione, nota a tutti, di prendere in comodato d’uso gratuito le aule dell’Oratorio di Baruccana per collocarvi le classi ritenute eccedenti.

Domenica 23 giugno il Sindaco rilasciava a tal fine un’intervista a Il Giorno in cui afferma che la soluzione prevista in delibera non si realizza per “sollecitazioni” ricevute dal prevosto dell’unità pastorale a non concedere le aule e ritornava sull’ipotesi del comunicato stampa.

Si ripete: successive delibere formali della Giunta con oggetto la scuola Toti non ve ne sono. Eppure l’Amministrazione pubblica il comunicato stampa 7/2019 sopra menzionato e, si ribadisce ancora, questa soluzione non ha alle spalle una delibera formale di un organo istituzionale. Perciò, in sintesi, da una parte vi è una delibera di giunta comunale che prevede la “soluzione oratorio”, poi smentita dal Sindaco che ne attribuisce il fallimento alle “sollecitazioni” del parroco, e dall’altra un comunicato stampa che indica la soluzione trasferimento con navetta in via De Gasperi.

La Commissione Istruzione del 17 giugno presieduta dall’assessore Borroni ha tuttavia proposto come unica soluzione quella del trasferimento in De Gasperi. Questo è un fatto. Ora, a meno di non voler considerare impensabili strategie della politica locale per cui, per far accettare alla popolazione e alle scuole la c.d. “soluzione oratorio” (confidando in ulteriori “sollecitazioni” in senso opposto al prevosto) se ne propone un’altra le cui criticità di seguito elencate sono macroscopiche, stiamo ai fatti e riteniamo valido il comunicato stampa come la attuale e reale volontà del Comune e procediamo ad elencarne le criticità.

Spiace la poca trasparenza dell’Amministrazione Comunale, ma tant’è.

CRITICITÀ

  1. Commistione nello stesso plesso di studenti di tre cicli scolastici (elementari, medie, superiori), con comune utilizzo di corridoi, dell’unico bagno per piano e dell’unica scala che porta ai locali per la refezione, collocati in seminterrato.
  2. Collocazione al secondo piano, contraria alle disposizioni normative vigenti, delle classi elementari.
  3. Incertezza sui requisiti di sicurezza delle vie di fuga attualmente presenti.
  4. Eliminazione dei laboratori anche per le scuole medie, con conseguente modifica (o addirittura soppressione) dell’attuale piano di offerta formativa della scuola ospitante.
  5. Assenza di palestra utilizzabile.
  6. Servizio mensa su tre turni, che implica che la prima refezione debba essere notevolmente anticipata agli orari normali di pranzo.
  7. Una delle aule, attuale biblioteca, è di circa metri quadri 6×6, mentre un’altra, attuale laboratorio, è di metri quadri 6×7. Poiché al netto degli arredi e banchi, lo spazio pro capite per bambino deve essere di almeno 1,8 metri quadri, è evidente l’inadeguatezza di tali aule.
  8. Un’altra aula, ora laboratorio d’arte, ha all’interno l’impianto sanitario destinato all’attività propria di quel laboratorio, all’evidenza incompatibile con la lezione frontale dei bambini.
  9. Le aule destinate ai bambini della scuola elementare sarebbero prive dei comuni allestimenti didattici informatici ad oggi in Toti presenti.
  10. La non coincidenza degli orari (d’ingresso, cambio ora, intervallo e uscita) implica il suono continuo della campanella e il conseguente disturbo e confusione.
  11. La non coincidenza dell’intervallo tra i vari cicli scolastici, di fatto genera una confusione che, non solo limita la libertà degli alunni durante l’intervallo stesso, ma disturba inevitabilmente le lezioni in corso.
  12. Il trasporto mattutino e pomeridiano implica la diminuzione del tempo di effettiva lezione, che inevitabilmente sarà inferiore alle 40 ore, con ogni conseguenza sul patto genitori – scuola, sulla didattica, sulla preparazione e sul piano di offerta formativa.
  13. Via De Gasperi non viene chiusa per consentire l’accesso in sicurezza dei bambini delle elementari.
  14. L’assenza di confronto con noi rappresentanti dei genitori ha comportato una collocazione della scuola diversa dalla scelta effettuata dei genitori, i quali hanno inderogabili esigenze di lavoro, turni, gestione famigliare, mezzi di trasporto e altri figli che rimangono a Baruccana.
  15. La gestione famigliare sovente non prevede l’uso del servizio mensa da parte di alcune famiglie: le stesse potrebbero trovarsi a dover trasportare figli dislocati in luoghi diversi.
  16. Messi di fronte a queste criticità i rappresentanti del Comune non solo non hanno saputo rispondere compiutamente, ma hanno diverse volte negato i ripetuti incontri richiesti ai fini qui esposti dai rappresentanti dei genitori.
  17. Risulta ai sottoscritti che i legali rappresentanti delle scuole hanno ricevuto comunicazione sulla “opzione” del Comune con la dislocazione delle aule solamente in data 14 giugno u.s..
  18. Il 17 giugno in Commissione Istruzione il verbale lì redatto, in cui si sono sollevate queste questioni, non è ancora stato trasmesso ai rappresentanti dei genitori, nonostante esplicita richiesta di chi scrive.
  19. In pari data ci è stato detto che tutti i rappresentanti di giunta competenti per materia avrebbero incontrato i rappresentanti degli istituti coinvolti, i relativi membri dei consigli d’istituto e dei relativi comitati genitori entro il 22 giugno. Ad oggi nessuna convocazione è giunta ai rappresentanti dei genitori.

CONCLUSIONI

Qualora la situazione dovesse corrispondere a quanto appare con riferimento al DM 26 agosto 1992, in premessa indicato, il problema sovraffollamento di fatto non sussisterebbe. Si tratterebbe a quel punto di trovare la corretta collocazione negli spazi già presenti nel plesso Toti e non spostare i bambini.

L’intervento richiesto, a questo punto, oltre all’adeguamento degli spazi, dovrebbe prevedere eventualmente solo una miglioria dei servizi già presenti.

Tutto ciò premesso il Consiglio d’Istituto indica e suggerisce che l’adeguamento spazi più ragionevole è allo stato l’implementazione di moduli prefabbricati (ad oggi non semplici “container”, ma elementi edilizi notevolmente confortevoli e performanti ai fini proposti) a ripristino delle metrature dei laboratori sacrificate per creare aule e in questo senso chiede al Comune di impegnarsi formalmente. Soluzione peraltro numerose volte proposta all’amministrazione e da questa mai valutata concretamente, riscontrando informalmente la nostra proposta come onerosa e non sicura.

A tal fine è da segnalare, salva miglior perizia, che il costo navetta proposto dall’amministrazione non appare essere sensibilmente inferiore a questa ultima nostra più adeguata proposta, la quale tiene conto delle esigenze dei genitori, dei bambini, dei docenti e del resto del personale scolastico.

In ogni caso: limitare o danneggiare il P.O.F. delle scuole per “essere a posto” con una normativa che, all’evidenza, non impone ancora soluzioni drastiche come quelle proposte, è irragionevole, per non dire un vero e proprio abuso.

Chi vive la scuola ogni giorno, mandandoci i propri figli, e le maestre e il resto del personale scolastico, è chi la conosce meglio nel suo valore e nei suoi bisogni. Omettere di ascoltare questo punto di vista, il più vicino e realistico con riferimento al problema di cui si tratta, è il metodo errato che ha portato alle criticità esposte.

Seveso, 27/06/2019 Teodor Nasi